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Il Presidente ACI in audizione al Senato sulla riforma del Codice della Strada

21.09.2015

Palazzo MadamaIl Presidente dell'Automobile Club d'Italia, Angelo Sticchi Damiani, è intervenuto il 15 settembre in audizione alla VIII Commissione Lavori Pubblici del Senato in merito alla riforma del Codice della Strada, illustrando le proposte dell’ACI per la mobilità responsabile e sostenibile.

Partendo dalla necessità di semplificare e snellire il Codice in un documento più chiaro che orienti efficacemente i comportamenti dei conducenti, rimandando a specifici regolamenti tecnici l’insieme di norme sulle caratteristiche delle strade, dei veicoli e dei sistemi di gestione della mobilità, il presidente dell'ACI ha evidenziato la necessita di:

- razionalizzare i limiti di velocità sulle strade, adottando anche alternanze uniformi di valori minimi e massimi secondo la tipologia di strada (30-50 km/h in città, 70-90 km/h per le strade extraurbane e 110-130 per le autostrade);

- incrementare la sicurezza offerta agli utenti deboli della strada, soprattutto negli attraversamenti pedonali;

- individuare un organismo che assicuri programmazione e coordinamento delle diverse iniziative locali per la mobilità. A riguardo l'ACI per know how e capillarità sul territorio può fornire alle Istituzioni una risposta fondamentale  in condizioni di economicità;

- rafforzare i controlli sulle revisioni dei veicoli;

- potenziare le attività di contrasto alla circolazione dei veicoli senza rc-auto con la possibilità per gli uffici del PRA di rilasciare ogni documento solo dopo presentazione dell’attestazione di copertura assicurativa;

- vincolare in modo più chiaro e stringente la destinazione dei proventi delle multe a favore della mobilità;

- prevedere l’obbligo di un corso di guida sicura presso strutture qualificate e certificate per i neopatentati, i guidatori professionisti (autisti, autotrasportatori, conducenti di ambulanze e mezzi di soccorso) oltre che per il recupero dei punti-patente;

- rivedere la normativa sulle auto storiche con criteri di univoci ed oggettivi nel riconoscimento dei veicoli meritevoli di tutela, adottando come riferimento lo strumento della “lista chiusa” per i mezzi con un’anzianità compresa tra i 20 e i 30 anni ed eliminando l’obbligo di iscrizione in un registro storico ai fini dell’ottenimento delle certificazioni di storicità.

La Commissione del Senato ha valutato con grande attenzione le proposte dell’Automobile Club d’Italia e il presidente Sticchi Damiani ha consegnato ai componenti un documento dettagliato. Il dossier è disponibile alla pagina http://www.rivistagiuridica.aci.it/index.php?id=967&doc=6879&no_cache=1