Art. 204-bis. Ricorso al giudice di pace.

"Nuovo codice della strada", decreto legisl. 30 aprile 1992 n. 285 e successive modificazioni.

TITOLO VI - DEGLI ILLECITI PREVISTI DAL PRESENTE CODICE E DELLE RELATIVE SANZIONI

Capo I - DEGLI ILLECITI AMMINISTRATIVI E DELLE RELATIVE SANZIONI

Sezione I - DEGLI ILLECITI AMMINISTRATIVI IMPORTANTI SANZIONI AMMINISTRATIVE PECUNIARIE ED APPLICAZIONE DI QUESTE ULTIME

Art. 204-bis. Ricorso al giudice di pace (1)

1. Alternativamente  alla  proposizione  del  ricorso  di  cui all'articolo 203, il  trasgressore  o  gli  altri  soggetti indicati  nell'articolo  196,   qualora   non   sia   stato effettuato il pagamento in misura ridotta nei casi  in  cui e'consentito,  possono   proporre   opposizione   davanti all'autorita' giudiziaria  ordinaria.  L'opposizione   è regolata  dall'articolo  7  del  decreto   legislativo   1°settembre 2011, n. 150.
 

 



(1) Articolo interamente riscritto dall'art. 7 del  decreto legislativo n. 150 del 1° settembre 2011.

Articolo 7 del  decreto legislativo 1°settembre 2011, n. 150:

Dell'opposizione al verbale di accertamento di violazione del codice della strada     

1.  Le  controversie  in  materia  di  opposizione  al  verbale  di accertamento  di  violazione  del  codice   della   strada   di   cui all'articolo 204-bis del decreto legislativo 30 aprile 1992, n.  285, sono regolate dal rito del lavoro,  ove  non  diversamente  stabilito dalle disposizioni del presente articolo.   

2. L'opposizione si propone davanti al giudice di pace del luogo in cui e' stata commessa la violazione.   

3. Il ricorso e' proposto, a pena di inammissibilita', entro trenta giorni  dalla  data  di   contestazione   della   violazione   o   di notificazione del verbale  di  accertamento,  ovvero  entro  sessanta giorni se il ricorrente risiede all'estero e puo'  essere  depositato anche  a  mezzo  del  servizio  postale.  Il  ricorso   e'   altresi' inammissibile se e' stato previamente  presentato  ricorso  ai  sensi dell'articolo 203 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.   

4. L'opposizione si estende anche alle sanzioni accessorie.   

5.  La  legittimazione  passiva  spetta  al  prefetto,  quando   le violazioni opposte sono state accertate da  funzionari,  ufficiali  e agenti dello Stato, nonche' da funzionari  e  agenti  delle  Ferrovie dello Stato, delle ferrovie e tranvie  in  concessione  e  dell'ANAS; spetta a regioni, province e comuni, quando le violazioni sono  state accertate da funzionari, ufficiali e agenti,  rispettivamente,  delle regioni, delle province e dei comuni.   

6. L'efficacia esecutiva del provvedimento  impugnato  puo'  essere sospesa secondo quanto previsto dall'articolo 5.   

7. Con il decreto di  cui  all'articolo  415,  secondo  comma,  del codice di procedura civile il giudice  ordina  all'autorita'  che  ha emesso il provvedimento impugnato di depositare in cancelleria, dieci giorni prima dell'udienza fissata, copia del rapporto  con  gli  atti relativi all'accertamento, nonche' alla contestazione o notificazione della violazione. Il ricorso ed il decreto sono  notificati,  a  cura della cancelleria, all'opponente ed ai soggetti di cui al comma 5.   

8. Nel giudizio di primo grado le parti possono stare  in  giudizio personalmente. L'amministrazione resistente puo' avvalersi  anche  di funzionari appositamente delegati.   

9. Alla prima udienza, il giudice:     
a) nei casi  previsti  dal  comma  3  dichiara  inammissibile  il ricorso con sentenza;     
b) quando l'opponente o il suo difensore non si presentano  senza addurre  alcun  legittimo  impedimento,   convalida   con   ordinanza appellabile il provvedimento opposto e provvede  sulle  spese,  salvo che la illegittimita' del provvedimento risulti dalla  documentazione allegata  dall'opponente,  ovvero  l'autorita'  che  ha   emesso   il provvedimento impugnato abbia omesso il deposito dei documenti di cui al comma 7.   

10. Con la sentenza che  accoglie  l'opposizione  il  giudice  puo' annullare in tutto o in parte il provvedimento  opposto.  Il  giudice accoglie l'opposizione quando non vi  sono  prove  sufficienti  della responsabilita'  dell'opponente.  Non  si  applica  l'articolo   113, secondo comma, del codice di procedura civile.   

11. Con la sentenza che rigetta l'opposizione il giudice  determina l'importo della sanzione in una misura compresa tra il  minimo  e  il massimo edittale stabilito dalla legge per la  violazione  accertata. Il  pagamento  della  somma  deve  avvenire  entro  i  trenta  giorni successivi alla notificazione della sentenza e deve essere effettuato a vantaggio dell'amministrazione cui appartiene l'organo accertatore, con le modalita' di pagamento da questa determinate.   

12. Quando rigetta l'opposizione, il  giudice  non  puo'  escludere l'applicazione delle sanzioni accessorie o la decurtazione dei  punti dalla patente di guida.   

13. Salvo  quanto  previsto  dall'articolo  10,  comma  6-bis,  del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n.  115,  gli atti del processo e la decisione sono esenti da ogni tassa e imposta.