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Un artista per ACI: Umberto Boccioni

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Copertina del catalogo: Le opere di Umberto BoccioniGià dalla sua nascita l'automobile rappresenta, attraverso il suo slancio e la sua potenza, un mezzo che personifica l'idea stessa della sfida, della competizione e la sua identificazione con una energia primordiale ne definisce un'identità molto precisa. L'automobile, più che un veicolo, appare soprattutto come un mezzo agonistico, partecipe insieme ai suoi piloti di imprese sportive favolose che ridimensionano le avventure descritte da Jules Verne ad una sfera quasi umana. E' in questo clima che Umberto Boccioni realizza le tempere con i soggetti automobilistici che appartengono all'Automobile Club d'Italia e che risentono fortemente dell'entusiasmo generato dalla sfrenata corsa dei veicoli e dal vorticoso movimento dei motori lanciati nella rapida andatura del gareggiare. Queste sette opere, dipinte con una tecnica molto sapiente e raffinata, rappresentano, inoltre, l'importantissima testimonianza giovanile dell'opera di un artista che diventerà uno dei maggiori protagonisti della scena culturale internazionale di questo secolo.

 

Automobile e caccia alla volpe

Umberto Boccioni, 1904

Automobile e caccia alla volpeQueste tempere possono considerarsi, quindi, come uno dei punti di partenza nello sviluppo della poetica dell'artista sulle linee di forza, sulle compenetrazioni dei piani e sulle potenzialità dinamiche di un oggetto. Non si hanno notizie documentate sulla committenza di queste opere, ma è facile ipotizzare che vennero richieste all'artista dallo stesso ente che ancora le possiede. Questo permetterebbe, inoltre, di datare con maggiore precisione il momento di esecuzione delle tempere variamente attribuito dai diversi studiosi. Se l'ACI viene costituito nel gennaio del 1905 si può, allora, supporre che questi bozzetti, conservati insieme ad altri disegni coevi di soggetto simile ma di artisti diversi, non vennero eseguiti prima di quel momento. Ipotesi già avanzata da Anna Maria Damigella che avvicinava le tempere al disegno dal tratto più deciso per la copertina dell'Avanti della Domenica del 12 novembre 1905 con l'incedere saettante di un'auto in corsa. La maggiore sintesi di questa immagine rispetto ai bozzetti dell'ACI è senza dubbio dovuta alla tecnica di esecuzione, la xilografia, che accentua fortemente i contrasti tra ampie zone di colore, solitamente il tracciato nero in opposizione al bianco del foglio.

 

Automobilisti e bambini


Umberto Boccioni, 1904

Automobilisti e bambiniQuesta sicurezza del segno, dovuta soprattutto ad una elevata padronanza del soggetto, porterebbe a situare le tempere dell'ACI ad un momento di poco antecedente, precisamente tra la primavera e l'autunno di quell'anno. L'abilità di illustratore che Umberto Boccioni sempre più andava raffinando in quel periodo gli permetteva una certa autonomia economica. Ed è questo uno dei veri motivi della presenza tra gli inizi del 1904 e la primavera del 1906 di un discreto numero di disegni di questo genere nella sua produzione grafica. L'artista aveva imparato pochi anni prima, al suo arrivo a Roma da Catania, la complicata tecnica cartellonistica e sempre più aveva scelto di approfondire la sintesi formale nella costruzione dell'immagine, piuttosto che esercitarsi in una resa oggettiva della rappresentazione. Ma nonostante egli avesse acquisito una notevole rapidità di tratto ed una considerevole abilità nel delineare queste scene, proprio a questa sua attività Boccioni addosserà la decisione presa nel 1906 di abbandonare definitivamente Roma per allontanarsi da un ambiente che avvertiva come troppo provinciale.

 

Auto in corsa


Umberto Boccioni, 1904

Auto in corsaAl tempo dedicato a questi pannelli attribuisce l'impossibilità di studiare più a fondo la pittura e di dedicarsi seriamente a ricercare forme nuove di espressione artistica. Una ricerca che sempre lo tormenterà e di cui lungamente parla nella primavera del 1907 in una pagina del suo diario: "Sento che voglio dipingere il nuovo, il frutto del nostro tempo industriale. Sono nauseato di vecchi muri, di vecchi palazzi, di vecchi motivi di reminiscenze: voglio avere sott'occhio la vita di oggi.I campi, la quiete, le casette, il bosco, i visi rossi e forti, le membra dei lavoratori, i cavalli stanchi ecc. tutto questo emporio di sentimentalismo moderno mi ha stancato. Anzi, tutta l'arte moderna mi pare vecchia. Voglio del nuovo, dell'espressivo, del formidabile! Vorrei cancellare tutti i valori che conoscevo, che conosco e che sto perdendo di vista, per rifare, ricostruire su nuove basi! Tutto il passato, meravigliosamente grande, m'opprime: io voglio del nuovo!".

 

Automobilisti in corsa e contadinelli


Umberto Boccioni, 1904

Automobilisti in corsa e contadinelliQuesta tensione verso una forma che potesse rappresentare il senso della vita moderna, Boccioni la trasmette già nei bozzetti per l'ACI attraverso il suo personalissimo modo di interpretare l'accelerazione e l'impeto dell'automobile. Seguendo gli esempi della grafica più all'avanguardia di quegli anni, in particolare quella di area nordica, sull'orma del linearismo caricaturale che caratterizzava i disegni della rivista Simplicissimus o del pungente foglio satirico Punchi, l'artista realizza una serie di immagini di grande impatto visivo. Le sagome seccamente tracciate con un segno marcato che sottolinea i contorni delle varie figure sono disposte a comporre l'immagine senza eccedere in altri dettagli. Attraverso pochi elementi Boccioni costruisce percorsi prospettici audaci deformando e adattando al formato molto orizzontale o molto verticale ogni singolo elemento o personaggio. Alla novità del soggetto, variamente illustrato in quegli anni, egli accosta piccole scene di genere lontane da una tradizione tipicamente italiana.

 

Auto in discesa


Umberto Boccioni, 1904

Auto in discesaIl rombo della macchina dal passaggio rapidissimo, accentuato sia dai tagli obliqui della composizione, sia dalle curve generate dall'attrito delle ruote sul terreno, dà luogo ad episodi di un certo umorismo. Uova si dischiudono ad una nidiata di pulcini che si raccolgono intorno a bambini impauriti e stretti alle vesti della madre, cani corrono all'impazzata per sfuggire alla minaccia incombente del veicolo in corsa, involontario rifugio ad una volpe inseguita. Vengono, così, mostrate quelle situazioni paradossali che si producevano in occasione delle prime gare automobilistiche alle quali accorrevano genti che sostavano o si accampavano ai bordi della strada in attesa dell'arrivo delle macchine. Potevano, quindi, assistere ad uno sport molto elitario al quale partecipavano i nomi dell'aristocrazia o del bel mondo dell'epoca con abbigliamenti ricercati e appropriati all'evento. Come lo stesso Boccioni dipingeva.

 

Auto in salita


Umberto Boccioni, 1904

Auto in salitaUno spettacolo nello spettacolo si disputava con eleganza ed accanimento e che cominciava, dalla fine dell'Ottocento, ad avere molti proseliti anche in Italia. Già nel 1895 si era disputata la prima gara, la Torino - Asti - Torino, alla quale sarebbe seguita nel 1898 la Torino - Alessandria - Torino, poi la corsa sul circuito di Brescia e, nel 1906, la prima larga Florio con il giro delle Madonie, preceduta nel 1905 dalla Coppa Florio sul circuito di Montichiari. L'Italia entrava nel mondo delle competizioni internazionali, terreno di contesa in Europa tra Gran Bretagna, Francia e Germania. E già nel 1904 per espandere il nascente mercato dell'automobilismo e incrementare le esportazioni, in Italia si erano sviluppate (una quarantina) fabbriche e officine di montaggio per autoveicoli.

 

Automobilisti e contadinelli


Umberto Boccioni, 1904

Automobilisti e contadinelliQuesto portava a potenziare sempre più la cilindrata delle vetture e a modellare i telai sulla calibratura delle nuove andature che crescevano con sempre maggiore rapidità. Ed è proprio questo tema della velocità ad affascinare Boccioni. La velocità come espressione di progresso; la velocità percepita come idea nuova da rappresentare. Una sensibilità moderna attraverso la quale modificare il linguaggio stesso del l'arte, come avverrà qualche anno dopo con il Futurismo, e ridefinire la struttura stessa dell'immagine mediante nuove coordinate spazio - temporali. Nei pannelli dell'ACI è già racchiuso questo pensiero. L'assoluta sintesi, l'enfasi degli scorci, le angolazioni esagerate, l'improvvisa interruzione della scena creano la sensazione di una durata prolungata nel tempo e, allo stesso tempo del precipitare improvviso dell'azione sullo spettatore. Costruite quasi tutte sulla diagonale della composizione queste tempere, oltre alla grande freschezza mostrano un'intensa riflessione sulla maniera di figurare il movimento e una conoscenza approfondita della dinamica della macchina. Ma anche delle diverse tipologie delle auto da corsa che si ispirano alle forme della Fiat, delle Itala o delle Isotta Fraschini. E lo studio di quelle linee saettanti è il segno di una ricerca che porterà Boccioni verso le dimensioni più universali ed assolute del Futurismo.