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Educazione stradale

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I bambini e la strada: alcuni aspetti che è utile conoscere

L'inesperienza ed immaturità dei bambini fanno sì che essi, circolando sulla strada, affrontino i pericoli in modo diverso da un adulto. Già, a causa della loro ridotta altezza, hanno un panorama visivo più limitato rispetto ad un adulto: come si vede dal disegno, non possono percepire la presenza di un veicolo nascosto dietro un altro, mentre la stessa valutazione di distanze e dimensioni - applicando il metodo della "triangolazione" usato dal cervello - può risultare influenzata dalla minore base di misurazione.

i bambini e la strada

Per lo stesso motivo, non sono in grado di valutare correttamente la velocità di avvicinamento di oggetti. Questa valutazione avviene infatti grazie ad un complesso procedimento di confronto tra i diversi angoli visuali dello stesso oggetto man mano che esso si avvicina ed il tempo impiegato per la variazione degli angoli, comparando inoltre il tutto con precedenti esperienze.

i bambini e la strada

Nel bambino queste esperienze sono molto minori, mentre lo stesso processo di confronto tra angoli e tempi è più lento e meno preciso. Inoltre, gli oggetti in movimento sono percepiti come successione di immagini isolate, sulle quali l'attenzione viene concentrata per un periodo molto inferiore rispetto ad un adulto. Ed ancora, non hanno esperienza e non sanno valutare quanto spazio è necessario ad un veicolo per fermarsi; hanno una visione periferica ancora imperfetta, che impedisce loro di percepire dettagli importanti con la "coda dell'occhio"; hanno più difficoltà a localizzare l'origine e la direzione di provenienza dei suoni; hanno un concetto "magico" della realtà e si aspettano che i veicoli si fermino per il solo fatto che stanno attraversando la strada. Non si deve trascurare poi che, nella ricerca della soddisfazione di alcuni "bisogni elementari" (tra cui soprattutto il gioco) difficilmente tengono conto della situazione in cui si trovano. Ma anche certe "urgenze psicologiche" (non far tardi a scuola, raggiungere un certo luogo) fanno dimenticare i pericoli della strada; spesso, nel ritorno da scuola, è più facile che abbandonino certe regole di prudenza proprio in prossimità di casa: è la cosiddetta "sindrome del nido" (presente anche negli adulti), che fa diminuire l'attenzione proprio perché si considera ormai compiuta l'attività che la richiede. Ed è anche normale che, nella loro evoluzione psicologica ed emotiva, attraversino fasi alterne di eccesso di prudenza e di eccesso di spavalderia: i bambini non si comportano e non reagiscono tutti nello stesso modo. In conclusione, il bambino percepisce, valuta, ragiona e si comporta in modo diverso da un adulto e da lui non ci si può attendere un comportamento conforme agli "standard di sicurezza" tipici di un mondo adulto. Di tutti questi elementi devono sempre tener conto anche i conducenti di veicoli. Pertanto, il loro rapporto con i piccoli utenti della strada dovrà svolgersi in modo corrispondente a questa diversità.

In generale, i bambini che iniziano presto ad utilizzare la strada - in bicicletta o a piedi, accompagnati da un adulto che indica e pratica comportamenti corretti ed evidenzia i possibili pericoli - sviluppano più rapidamente e meglio le abilità e le capacità utili per circolare in sicurezza. Nella spiegazione delle "regole" occorre però assicurarsi di utilizzare un linguaggio comprensibile al bambino e di chiarire anche il "perché" di quelle regole.

L'esempio dell'adulto è di fondamentale importanza, sia per i comportamenti corretti e prudenti che per quelli sbagliati. Occorre anche tener conto che certi "adattamenti delle regole" tipici degli adulti (ad esempio attraversare la strada con semaforo pedonale rosso oppure di corsa) possono essere di difficile comprensione e applicazione da parte di un bambino e possono essere interpretati ed eseguiti in modo sbagliato.

Bibliografia

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I corsi dell'ACI per gli insegnanti - La Strada Giusta

Tra sicurezza stradale ed educazione stradale c'è un legame inscindibile: l'una dipende in larga parte dall'altra. Da questa consapevolezza deriva l'impegno dell'ACI in questo settore. Un impegno soprattutto rivolto alla definizione di programmi di educazione stradale nell'ambito scolastico ed alla preparazione dei docenti che si caratterizza per una particolare attenzione allo standard qualitativo. Sin dal 1980, I'ACI pubblica testi e realizza - in collaborazione con esperti, psicologi docenti e educatori - corsi di aggiornamento e programmi educativi per insegnanti ed alunni del diversi ordini e gradi scolastici. Una prima fase sperimentale, in collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione ed i Provveditorati agli Studi, ha interessato campioni statisticamente significativi della popolazione scolastica, con risultati; decisamente soddisfacenti. L'introduzione della parte del nuovo Codice della Strada dell'educazione stradale in tutte le scuole di ogni ordine e grado, ha reso necessario aggiornare i programmi, per adeguarne i contenuti alla nuova normativa, ed orientare la didattica verso l'interdisciplinarietà. I programmi per la scuola materna, elementare e media inferiore sono oggi disponibili in forma definitiva ed attualmente è in pieno sviluppo l'attività di formazione dei docenti.

L'ACI ed il Ministero dei Lavori Pubblici, infatti, hanno stilato, nel dicembre 1997 un Accordo Quadro con il quale intendono perseguire, coerentemente con le rispettive missioni istituzionali, lo sviluppo di progetti finalizzati a radicare in maniera profonda e convincente la "cultura della sicurezza stradale" presso l'utenza automobilistica ed in particolar modo presso i giovani. Nell'ambito delle attività previste dal suddetto Accordo Quadro, dall'anno scolastico 1998-'99, è stato avviato il progetto per la formazione e l'aggiornamento degli insegnanti delle scuole materne, elementari e medie inferiori sui temi dell'educazione stradale. Caratteristica principale del sistema didattico proposto è quella di introdurre l'educazione stradale nelle scuole non come materia di insegnamento, ma come "attività trasversale", da svolgere da parte di tutti i docenti, ciascuno nel proprio ambito di intervento, Coerentemente con il progetto educativo di istituto. Tali insegnanti, infatti, aggiorneranno i propri colleghi, nelle rispettive scuole, che recependo i principi della sicurezza stradale nelle proprie materie di insegnamento li trasferiranno, infine, ai loro alunni.

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Strada Facendo - La guida al patentino per le due ruote

Strada Facendo - La guida al patentino per le due ruote (file Pdf 5,38 MB) 
Educare alla strada: Educare alla sicurezza - I nuovi testi di educazione stradale dell'ACI (file PDF, 1375 MB)

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