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L’auto di domani - Uno studio della Fondazione Caracciolo

Un esame approfondito e puntuale sulla condizione del comparto automobilistico nel nostro Paese. Situazione attuale e scenari per una mobilità del futuro sicura, sostenibile e accessibile 

ACI - attraverso il suo centro studi, la Fondazione Caracciolo - ha acceso i riflettori sulla situazione attuale e le prospettive dei prossimi anni per il settore automobilistico nel nostro Paese. A fare da guida in questo difficile compito lo studio della Fondazione intitolato “L’Auto di domani - sicura, sostenibile e accessibile” presentato a Roma nel corso della 76esima “Conferenza del Traffico e della Circolazione. 

Al fine di raggiungere gli obiettivi europei di sicurezza e riduzione delle emissioni climalteranti derivanti dalla mobilità automobilistica, la ricerca ha analizzato quali possano essere gli sviluppi attesi e le possibili soluzioni ai problemi più impellenti del comparto, a partire dalla vetustà del parco circolante, costituito da veicoli sprovvisti di dispositivi di sicurezza attivi, in vista di un futuro connesso, autonomo ed elettrificato.

Non a caso, nel suo intervento introduttivo, il presidente dell’Automobile Club d’Italia Angelo Sticchi Damiani, ha parlato della mobilità di domani come di un “ecosistema complesso” nel quale sarà necessario coniugare le esigenze ambientali con quelle dell’industria, ma senza dimenticare il necessario sostegno agli utenti della strada che non possono essere visti come semplici “clienti”. Tutto questo declinato in ogni settore, compreso quello della sicurezza: questa, è vero, esce sempre più rafforzata dall’introduzione di nuovi sistemi di assistenza alla guida, tuttavia è necessario, hanno ribadito i partecipanti alla giornata, giungere anche a una migliore e più approfondita conoscenza di queste innovazioni da parte degli automobilisti. Ciò, allo scopo di creare una maggiore consapevolezza e quindi di un utilizzo più funzionale degli strumenti che l’avanzamento tecnologico ci mette via via a disposizione. 

Ecco lo studio della Fondazione Caracciolo